Lega Nord

Calolziesi, «adottate telecamere».

«Calolziesi, adottate una telecamera per la videosorveglianza».L’appello arriva dall’as­sessore alla Sicurezza Luca Caremi che sta lavorando a un progetto per garantire un ancor maggiore con­trollo del territorio. Duran­te l’incontro pubblico con alcuni esercenti tenutosi nei giorni scorsi per pre­sentare il nuovo sito pro­mozionale (da lui stesso curato) Calolzioweb.com, Caremi ha dato le prime informazioni sull’iniziati­va. «I recenti fatti di crona­ca con rapine e aggressioni hanno evidenziato l’utilità delle telecamere per riusci­re a individuare i malviven­ti – commenta l’assessore -La nostra città è già dotata di numerosi impianti al­l’avanguardia. Tutte le vie d’uscita sono già sotto gli occhi dei monitor collegati con il comando della Poli­zia locale e dei carabinieri. Ora vogliamo metterne di nuove rivolte anche verso i punti di accesso per sem­plificare eventuali opera­zioni di verifica immagini. Parallelamente a questo mi sto informando con l’azienda fornitrice degli impianti su possibili costi e modalità per dotare altre vie della città delle telecamere». A questo punto, anche per far fronte ai costi e incrementare il più possibile questa sorta di “Grande Fratello”, interverrebbero con un contributo economico cittadini e privati. «Per avere più sicurezza nei pressi della propria casa, azienda o negozio un calolziese potrebbe decidere di dotarsi di un’ulteriore videosorveglianza anche su vie pubbliche, in accordo con l’Amministrazione -continua Caremi – Facendo una colletta tra più fami­glie ed esercenti, per esem­pio, il costo che si aggira in­torno ai 5mila euro diventerebbe più sostenibile e noi avremmo una forza in più, su un territorio co­munque già ben monitorato, per individuare even­tuali criminali in azione». Ora Caremi chiederà preventivi precisi. «Chi vorrà potrà aderire. Cercheremo a nostra volta di dare un sostegno con ban­di mirati per ottenere fondi pubblici. Tra i vantaggi di questa collaborazione il fatto che i dati raccolti po­tranno essere direttamente monitorati dalle forze del­l’ordine».

Tratto da La Gazzetta di Lecco.