Lega Nord

Calolziocorte, Caremi chiude agli islamici.

«Gli spazi che la Chiesa occupa e utilizza per il culto cattolico non sono frutto solo di investimenti privati: ci sono anche molti soldi pubblici, anche sotto forma di agevolazioni e benefici fiscali. Quindi, anche gli islamici hanno tutto il diritto di disporre di un ambiente in cui praticare la loro religione».
Parola di Claudia Valsecchi (Rifondazione comunista). Ma Luca Caremi, assessore alla sicurezza di Calolziocorte, esclude ogni possibilità: «Finiamola con questo buonismo. Questa richiesta non avrà mai il mio parere favorevole e lo ribadirò in giunta». Era inevitabile che l’argomento facesse discutere – e polemizzare – in città.
Dai comuni cittadini agli amministratori ai politici locali, la richiesta di una ventina di persone di religione islamica di affittare uno spazio (a discrezione del Comune) in cui riunirsi in preghiera, ha destato clamore. «Sono tutti cittadini calolziesi, con regolare carta d’identità e residenza in città. Lavorano e pagano tasse e contributi come tutti gli altri e quindi – ha spiegato il consigliere comunale di Rifondazione comunista, Claudia Valsecchi – sono dell’opinione che non si possa negare loro questa possibilità. Non dimentichiamo che anche gli italiani sono stati emigranti».
Che la richiesta possa incontrare difficoltà nel suo accoglimento in municipio era già chiaro dalle parole del sindaco Paolo Arrigoni.
Ma Luca Caremi (La destra) ha accentuato il concetto. «Per quanto mi riguarda, la risposta è già scritta: non sarò mai favorevole a un’ipotesi di questo genere ? ha affermato ?. Non concederemo locali di proprietà comunale per lo svolgimento di pratiche religiose. In questo caso, poi, avremmo anche problemi di sicurezza e di ordine pubblico, perché confluirebbero qui tutti gli islamici della Provincia. Comunque ricordiamo che, nei Paesi islamici, essere cattolici o comunque professare una religione diversa dalla loro è un problema. E un’ultima considerazione: chi sostiene la richiesta degli islamici appartiene allo stesso orientamento politico di chi, all’Università La Sapienza di Roma non ha lasciato parlare il Papa».


Luca Caremi


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it