Addio al difensore civico in Valle San Martino: la Comunità Montana, in occasione dell’ultima assemblea, ha votato a maggioranza il recesso dalla convenzione stipulata con la Provincia. Era inevitabile che la decisione suscitasse polemiche e critiche nell’opposizione e nei Comuni interessati dal servizio dell’avvocato Luigi Lia. La scelta del direttivo guidato dal presidente Carlo Malugani, appoggiata dalla maggioranza, è stata dettata dal costo ritenuto eccessivo del difensore civico, la figura professionale messa gratuitamente a disposizione dei singoli cittadini in caso di controversie legali con le pubbliche amministrazioni. «Si tratta di un servizio che ha un costo eccessivo per il nostro ente – ha commentato Luca Caremi, capogruppo della maggioranza in seno al consiglio direttivo della Comunità Montana -. 1600 euro sono una somma eccessiva, a nostro parere, per le nostre casse e in relazione ai riflessi concreti che ha. L’anno scorso il difensore civico si è occupato di solo sei casi in tutto il territorio della Valle San Martino (i Comuni associati sono sei: Carenno, Erve, Monte Marenzo, Vercurago, Cisano e Caprino, ndr.). Se consideriamo che la Provincia, alla quale ci appoggiamo in convenzione per ottenere i servigi dell’avvocato Luigi Lia, spende annualmente 40.000 euro, si può ben capire come questa spesa possa e debba essere rivista. La nostra decisione di recedere vuole essere un segnale politico nei confronti di Villa Locatelli, perché trovi metodi diversi e soprattutto riduca questi costi». A criticare duramente la decisione è stato in particolare l’ex presidente dell’ente, Angelo Gandolfi, che ha contestato il passo attraverso il quale i cittadini «si vedono sottrarre un presidio fondamentale del loro rapporto con la pubblica amministrazione. Un servizio di tale rilevanza non può essere giudicato e condannato a causa del suo costo economico, tra l’altro trascurabilissimo per le finanze della Comunità Montana». La critica è rivolta non solo alla motivazione («l’impegno incide per lo 0,19% delle spese correnti»), ma anche al metodo: «Il presidente Malugani, prima di assumere qualsiasi decisione, avrebbe avuto l’obbligo di coinvolgere nella decisione i sindaci dei Comuni convenzionati. La Comunità Montana invece sta procedendo unilateralmente in questo senso». Secondo Gandolfi, il risparmio economico non giustifica il taglio di un servizio considerato importante in termini di possibilità concesse ai cittadini di far valere i loro diritti con gli enti locali.


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it 

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