Lega Nord

In memoria di Yukio Mishima.

Yukio Mishima, nato a Tokyo nel 1925, è tra i casi letterari e sociali più interessanti della cultura giapponese di questo secolo.
In lui è una convivenza di modernità, nella capacità di esprimere il disagio esistenziale e sociale rispetto alla civiltà industriale, sulla linea dei migliori colleghi europei e occidentali contemporanei; è una forte tensione ideologica tradizionalista.
Fondò anche un raggruppamento di estrema destra, nazionalista, l’Associazione degli scudi. Davanti alle telecamere, in diretta televisiva, dopo aver esortato un reggimento di giovani militari a dare la vita per l’imperatore, il 25 novembre 1970 si inflisse il seppuku, il suicidio rituale per taglio dell’addome: nell’ufficio del capo di stato maggiore dell’esercito, per protestare contro la smilitarizzazione del suo paese imposta dagli Stati Uniti.
Una morte retorica e estetizzante, come del resto fu la sua vita, che nasceva dalle radici di una tradizione che Mishima aveva contribuito a conservare, anche con la cura di una nuova edizione del “codice segreto” dei samurai, “All’ombra delle foglie” (Haga kure).