Acque agitate dalle parti di Libero. Secondo quanto scrive il quotidiano Italia Oggi in un pezzo circostanziato e ricco di numeri, l’abbandono di Pk come concessionaria pubblicitaria e la decisione di affidarsi a una struttura ad hoc, Visibilia, controllata al 50% dall’editore e al 50% da Daniela Santanchè, non ha dato gli esiti sperati. Sembra che la raccolta pubblicitaria 2008 non superi i 10 milioni, contro i 16 promessi da Pk. E il quadro si fa ancora più critico se si pensa che, per effetto dei provvedimenti del governo, i finanziamenti pubblici quest’anno si ridurranno del 30% e che le copie vendute negli ultimi mesi sono scese del 4%. L’unico elemento che lascia sperare in qualche maggiore introito è l’aumento del prezzo del quotidiano a 1,20 euro. Un po’ poco per essere ottimisti sul futuro.
Come primo effetto del calo degli introiti pubblicitari, secondo i bene informati il quotidiano di Vittorio Feltri avrebbe bloccato l’aumento della foliazione, inizialmente previsto per l’autunno e ora rimandato a data da stabilire. Una circostanza smentita dalla stessa Santanché, che contattata da Affaritaliani sottolinea che “la foliazione di Libero è e resta di 72 pagine, non c’è alcuna crisi”, aggiungendo di non voler commentare i numeri pubblicati da Italia Oggi: “A certe indiscrezioni rispondo solo con il mio lavoro”, si limita a dire l’esponente de La Destra. Tuttavia, fonti interne al giornale contattate da Affari, confermano che le difficoltà del momento sul versante della raccolta pubblicitaria hanno determinato il blocco, o perlomeno il rinvio, di alcuni progetti di espansione. Per ora, infatti, non se ne fa nulla del progetto di aumentare la foliazione di Libero Mercato dalle attuali 16 pagine a 32.
Più in generale tra i giornalisti della testata diretta da Vittorio Feltri serpeggia preoccupazione e un risentimento malcelato nei confronti delle ultime scelte dell’editore. Il Cdr, contattato da Affari, a questo punto chiede chiarezza, vuole sapere, in buona sostanza, direttamente dall’editore come stanno le cose e quale sia l’entità delle perdite. In particolare, si chiede che la proprietà si assuma, come già del resto aveva detto in precedenza, la responsabilità delle scelte compiute.


tratto da www.affaritaliani.it

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