Lega Nord

Multe ai phone-center, ne resta aperto solo uno.Tolleranza zero da parte di agenti e ufficio tecnico nei confronti di queste strutture.

I controlli sono partiti e hanno lasciato il segno: multe per i call center aperti e chiusura – spontanea – per uno dei due soli superstiti. Uno dei gestori si oppone però alla legge regionale: «Così si danneggia chi vuole lavorare».
È stata messa in pratica la legge varata dal Pirellone a proposito dei phone center, che anche a Calolzio e nel Lecchese sono spuntati numerosi, imponendo per determinate circostanze alle istituzioni di provvedere a una regolamentazione.
La normativa entrata in vigore il 22 marzo non è stata accolta con grande favore dagli operatori del settore, che in larga parte si trovano costretti a dover abbassare la saracinesca e a lasciare a casa l’eventuale personale dipendente.
In città il primo effetto concreto si è già riscontrato: dei quattro call center registrati in municipio, uno aveva chiuso da mesi senza aver presentato la relativa comunicazione (in corso Dante, soppiantato da un negozio di telefonia mobile), mentre l’attività di un secondo (a Foppenico, nella strettoia in fondo a via Calvi oltre la casa di riposo) risulta a sua volta sospesa, seppure da tempi più recenti. Un terzo (in via Galli) non è stato riaperto dopo il controllo effettuato dagli agenti della polizia locale.
Dunque, al momento soltanto uno, in via Locatelli, è ancora operativo a tutti gli effetti, nonostante il verbale da 1.032 elevato dai vigili urbani in occasione delle verifiche effettuate mercoledì, che hanno messo in evidenza le lacune strutturali rispetto alla normativa di riferimento.
«I controlli effettuati da agenti e ufficio tecnico hanno messo in luce che non sussistono i requisiti stabiliti dalla legge regionale in questione – ha commentato l’assessore alla sicurezza e al commercio del Comune di Calolzio, Luca Caremi -. Abbiamo elevato ai due phone center ancora aperti alla data del 28 marzo il verbale e l’invito a mettersi in regola. Del resto, per farlo hanno avuto a disposizione un anno di tempo. Siamo i primi a livello provinciale ad applicare la normativa, andando incontro alle richieste di residenti e commercianti che si lamentavano per i problemi di convivenza con queste realtà e i loro clienti».
Di avviso diverso il titolare dell’unico call center rimasto aperto a Calolzio. «Invece di andare avanti, si torna indietro, con queste leggi – ha commentato amareggiato il signor Vonan -, che potrei capire in Africa, ma in Europa. Stamattina (ieri, ndr.) sono stato in Comune per parlare con gli agenti della polizia locale e gli amministratori delle difficoltà che così creano agli imprenditori e ai loro dipendenti».
Immagini di un Phone-Center


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it