Con la svolta di Fiuggi la Destra italiana ha portato a compimento un percorso cominciato molti anni prima.
Un percorso frutto di un’elaborazione programmatica e culturale che aveva appassionato e coinvolto larga parte della sua più giovane e dinamica classe dirigente che, in un primo momento aveva concorso a trasformare da “alternativa al sistema” a “partito di proposta” il Movimento sociale e, successivamente, – a seguito degli sconvolgimenti che avevano terremotato il sistema politico italiano- aveva voluto offrire ad una società in rapidissima mutazione un soggetto politico nuovo.
In sostanza, una nuova “casa” per tutte quelle energie in libera uscita che si riconoscevano nei medesimi valori di fondo.
Fu così che nacque Alleanza nazionale.
  E nacque al termine di un anno davvero intenso: un anno iniziato con le elezioni amministrative e il grande successo delle candidature della Destra, proseguito con le politiche e la clamorosa sconfitta della “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, quindi con l’approdo al governo insieme a Silvio Berlusconi garante di un nuovo patto politico e concluso con il repentino venir meno dell’alleanza tra il polo delle libertà e quello del buongoverno.
Così, proprio mentre cominciava a prendere forma un governo che denunciammo del “ribaltone”, a Fiuggi vedeva la luce questo soggetto politico nuovo, formalmente composito, ma sostanzialmente unito nella difesa di un patrimonio identitario che intende “respingere il progetto totalizzante della secolarizzazione nelle cui pieghe si annidano i nemici della libera convivenza e del bene comune”, come si legge nelle Tesi politiche.
Il senso di quella “svolta”, che fu pure dolorosa e non priva di personali traumi dal momento che la decisione di lasciare una volta per tutte “la casa del padre, sapendo di non farvi più ritorno” era irrevocabile, non è mai venuto meno in questi dieci anni nei quali abbiamo saputo dimostrare alla pubblica opinione che la Destra incarnata da Alleanza nazionale è un soggetto permanente del paesaggio politico italiano.
Un soggetto politico profondamente radicato nella società e nelle istituzioni e con un ruolo di primissimo piano nell’azione di governo. Un decennio positivo e proficuo, dunque, nel corso del quale Alleanza nazionale è cresciuta anche come classe dirigente, centrale e periferica, e che oggi si pone giustamente il problema di interpretare e comprendere i nuovi fenomeni con i quali il mondo intero si confronta e che generano non poca apprensione nella nostra opinione pubblica.
E’ per questo che l’anniversario che celebriamo deve servire da stimolo all’approfondimento delle grandi questioni oggi sul tappeto, a precisare meglio il ruolo che il nostro partito può e deve esercitare all’interno della Casa delle libertà come soggetto promotore di maggiore aggregazione.
E deve inoltre servire a definire il ruolo di Alleanza nazionale in ordine alla centralità dell’etica nella politica e nella difesa delle identità minacciate; a rappresentarsi come elemento dinamico al fine della promozione di una democrazia sempre più decidente e partecipativa non soltanto in ambito nazionale, ma anche nelle istituzioni della nuova Europa nata con la firma della Carta costituzionale.
Un anniversario che deve, infine, servire a mantenere sempre vivo e operante quel sentimento della memoria storica e dell’unità della Nazione che ci rende tutti figli orgogliosi di questa nostra splendida Patria.


Gianfranco Fini
tratto da www.area-online.it

 

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