Lega Nord

Rischiamo di diventare bersagli. Caremi invita ad abbassare i toni: “Qualcuno potrebbe andare oltre”

«Qui non si deve parlare solo di cattivi maestri ma di imbecilli, menti labili che arrivano a minacciare amministratori che stanno soltanto facendo quello per il quale sono stati eletti. Posso capire lo stato d’animo di Arrigoni, perché ci sono passato io stesso, quando sui muri della città apparvero scritte come “Caremi boia” e “Caremi a morte”. Chi ti dice che dalle parole questi non passino ai fatti?». L’assessore alla sicurezza Luca Caremi non minimizza la vicenda ma, dopo aver manifestato la propria solidarietà al sindaco, denuncia ulteriormente la causa di tanta acredine: il clima di esasperata tensione che si respira in città ormai da qualche tempo. «Quando si continua a dire che il sindaco e la maggioranza sono arroganti, che si comportano come dittatori, che se ne fregano della gente, quando si affiggono volantini con tanto di foto in cui queste persone quasi si criminalizzano, allora c’è il rischio che il “cattivo” diventi il bersaglio. Non credo ci siano situazioni specifiche dietro questo gesto – ha aggiunto l’amministratore calolziese – Sala giochi e rotonde fanno solo parte del bagaglio di “colpe” che strumentalmente si addossano a questa amministrazione. Ma c’è il rischio che qualcuno vada oltre». «Dopo le elezioni del 2003 qualcuno sfondò la vetrina della sede di Alleanza Nazionale che si trovava in via Galli – ricorda Caremi – Quindi, apparvero scritte contro il sottoscritto. “Il gesto di qualche ragazzino”, speravo, ma intanto quando rientravo a casa la sera un minimo di preoccupazione l’avevo, perché la storia insegna che spesso alle parole sono seguiti i fatti, come nel caso Ramelli, che pure era in un’epoca e in una situazione diversa. Capisco come si possa sentire Arrigoni adesso. Una riga sulla fiancata dell’auto potrebbe essere un ulteriore avvertimento, oppure nulla – Tutte le forze politiche – ha concluso -dovrebbero fermarsi a riflettere sulla necessità di abbassare i toni».

Tratto da www.laprovinciadilecco.it

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