Lega Nord

Scoppia la protesta dei residenti in tre zone della città, raccolta da Alleanza Nazionale. Call center fastidiosi: “Chiudiamoli”.

Rumori molesti e parcheggio selvaggio: i cittadini protestano e Alleanza Nazionale chiede la chiusura dei call center calolziesi. Gli aderenti di Azione giovani, il movimento giovanile di An, si sono fatti portavoce delle lamentele e dei disagi dei cittadini che abitano vicino alle attività allestite per agevolare gli immigrati extracomunitari nelle comunicazioni telefoniche con le famiglie rimaste nei Paesi d’origine.
Chiedono l’applicazione della normativa regionale sui phone center entrata in vigore proprio in questi giorni, cosa che non darebbe scampo ai tre esercizi attivi tra il centro e la periferia.
In Comune in realtà ne sono registrati ancora quattro di call center, in quanto quello che ha chiuso i battenti da qualche mese (quello situato nel pieno centro della città, nei locali di corso Dante) non ha ancora registrato la cessata attività al competente ufficio municipale.
I militanti di Azione Giovani, viste le lamentele dei residenti, hanno deciso di rivolgersi direttamente al sindaco Paolo Arrigoni e alla sua giunta, per chiedere un intervento deciso nel ridurre disagi e difficoltà nelle zone «incriminate».
Il gruppo guidato da Alberto Pedrone «chiede all’amministrazione comunale di intervenire per porre rimedio ai continui disagi provocati dai phone-center presenti in città. I fenomeni di parcheggio selvaggio, assembramenti sui marciapiedi, rumori molesti dovuti alla presenza di phone-center, divenuti oramai luoghi di aggregazione, stanno diventando per i cittadini residenti nelle vicinanze intollerabili.
Azione Giovani chiede che venga applicata la normativa regionale che regola i phone-center presenti nella nostra regione, affinché non si abbiano più a ripetere questi fenomeni».
Una situazione che, con sfumature diverse, pare accomunare i call center localizzati all’incrocio tra via Locatelli e corso Dante (dinanzi all’ingresso dell’ufficio postale), in via Galli nei pressi della curva su cui si affaccia via Dei Sassi e a Foppenico, in via fratelli Calvi.
«Molti ragazzi che frequentano queste attività sono educati, cortesi e cercano di non disturbare – spiega un residente -, ma altri non rispettano per nulla chi vuole stare tranquillo. Quando, specie durante le ore serali, si ritrovano numerosi fuori dal call center, molti non si preoccupano di chi abita nelle vicinanze».
Il problema sarà valutato dall’amministrazione comunale. «Stiamo procedendo nell’analisi delle tre singole situazioni – afferma l’assessore alla sicurezza Luca Caremi -, per verificare i problemi che ci sono stati sottoposti e la rispondenza ai requisiti richiesti dalla legge regionale, che abbiamo provveduto a inviare ai rispettivi titolari perché ne prendessero visione. Nei prossimi giorni prenderemo le nostre decisioni». La legge prevede che le attività dispongano di un determinato numero di servizi igienici interni e di parcheggi di competenza, mentre le cabine devono avere un certo dimensionamento.


 Tratto da: www.laprovinciadilecco.it