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Sito internet di Luca Caremi – Assessore al comune di Calolziocorte

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L’amministrazione adotta il pugno duro nei confronti dei ragazzi che si rendono protagonisti di schiamazzi e vandalismi in giro per la città: al via i controlli mirati degli agenti della polizia locale, con l’identificazione dei giovani che si riuniscono in compagnie nei luoghi «caldi» del territorio.
L’assessore alla sicurezza Luca Caremi lo aveva annunciato e, puntualmente, ha mantenuto la parola: nessuna tolleranza per chi continuerà a disturbare la quiete pubblica a Foppenico, come a Sala, al Pascolo o alla Gallavesa.
Le indicazioni date al comando della polizia locale, guidato dal comandante Costanza Cremascoli, sono state chiare e immediatamente eseguite dagli uomini – pur in numero non sempre adeguato alle esigenze del capoluogo – in organico. L’attività di controllo ha preso il via durante la settimana che si conclude oggi, per porre fine ai problemi di convivenza che i residenti di diverse località di Calolzio hanno messo in evidenza negli ultimi mesi – in alcuni casi, anni -. «Mercoledì sera abbiamo iniziato con il servizio di pattugliamento serale a verificare le situazioni che i cittadini ci hanno segnalato in diverse circostanze - ha commentato Caremi -. Con questa attività di controllo monitoreremo il territorio nelle zone più “calde”, sotto questo punto di vista, con l’identificazione dei ragazzi che vi si ritrovano e prendendo, se necessario, le misure repressive del caso. Da questo momento - ha ribadito - useremo il pugno di ferro, perché è ora di insegnare il rispetto per la proprietà pubblica e privata altrui e per le persone che non vogliono essere disturbate».
Si tratta di un problema ormai ampiamente diffuso praticamente su tutto il territorio comunale, tanto che, secondo le numerose segnalazioni giunte in Comune - come alla nostra redazione -, a Calolzio non ci sono più «oasi di pace», in particolare durante il periodo estivo, che ormai si inizia ad intravedere, il più difficile sotto questo punto di vista. Ora il Comune dice basta: «nelle prossime settimane i controlli mirati serali proseguiranno - ha concluso Caremi -, per riportare la situazione alla normalità».


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it 

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I controlli sono partiti e hanno lasciato il segno: multe per i call center aperti e chiusura – spontanea – per uno dei due soli superstiti. Uno dei gestori si oppone però alla legge regionale: «Così si danneggia chi vuole lavorare».
È stata messa in pratica la legge varata dal Pirellone a proposito dei phone center, che anche a Calolzio e nel Lecchese sono spuntati numerosi, imponendo per determinate circostanze alle istituzioni di provvedere a una regolamentazione.
La normativa entrata in vigore il 22 marzo non è stata accolta con grande favore dagli operatori del settore, che in larga parte si trovano costretti a dover abbassare la saracinesca e a lasciare a casa l’eventuale personale dipendente.
In città il primo effetto concreto si è già riscontrato: dei quattro call center registrati in municipio, uno aveva chiuso da mesi senza aver presentato la relativa comunicazione (in corso Dante, soppiantato da un negozio di telefonia mobile), mentre l’attività di un secondo (a Foppenico, nella strettoia in fondo a via Calvi oltre la casa di riposo) risulta a sua volta sospesa, seppure da tempi più recenti. Un terzo (in via Galli) non è stato riaperto dopo il controllo effettuato dagli agenti della polizia locale.
Dunque, al momento soltanto uno, in via Locatelli, è ancora operativo a tutti gli effetti, nonostante il verbale da 1.032 elevato dai vigili urbani in occasione delle verifiche effettuate mercoledì, che hanno messo in evidenza le lacune strutturali rispetto alla normativa di riferimento.
«I controlli effettuati da agenti e ufficio tecnico hanno messo in luce che non sussistono i requisiti stabiliti dalla legge regionale in questione – ha commentato l’assessore alla sicurezza e al commercio del Comune di Calolzio, Luca Caremi -. Abbiamo elevato ai due phone center ancora aperti alla data del 28 marzo il verbale e l’invito a mettersi in regola. Del resto, per farlo hanno avuto a disposizione un anno di tempo. Siamo i primi a livello provinciale ad applicare la normativa, andando incontro alle richieste di residenti e commercianti che si lamentavano per i problemi di convivenza con queste realtà e i loro clienti».
Di avviso diverso il titolare dell’unico call center rimasto aperto a Calolzio. «Invece di andare avanti, si torna indietro, con queste leggi – ha commentato amareggiato il signor Vonan -, che potrei capire in Africa, ma in Europa. Stamattina (ieri, ndr.) sono stato in Comune per parlare con gli agenti della polizia locale e gli amministratori delle difficoltà che così creano agli imprenditori e ai loro dipendenti».
Immagini di un Phone-Center


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it 

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Daniele Nava, al termine dei lavori congressuali della Federazione provinciale di Alleanza Nazionale, è stato eletto Presidente provinciale.
A lui, oltre che i rituali auguri di buon lavoro, va l’invito a nome dell’associazione d-Destra di proseguire quell’opera di rinnovamento che ha portato a convergere sul suo nome la totalità degli elettori iscritti al partito.
Daniele Nava

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