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Sito internet di Luca Caremi – Assessore al comune di Calolziocorte

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Arrigoni e Caremi«Qui non si deve parlare solo di cattivi maestri ma di imbecilli, menti labili che arrivano a minacciare amministratori che stanno soltanto facendo quello per il quale sono stati eletti. Posso capire lo stato d’animo di Arrigoni, perché ci sono passato io stesso, quando sui muri della città apparvero scritte come “Caremi boia” e “Caremi a morte”. Chi ti dice che dalle parole questi non passino ai fatti?». L’assessore alla sicurezza Luca Caremi non minimizza la vicenda ma, dopo aver manifestato la propria solidarietà al sindaco, denuncia ulteriormente la causa di tanta acredine: il clima di esasperata tensione che si respira in città ormai da qualche tempo. «Quando si continua a dire che il sindaco e la maggioranza sono arroganti, che si comportano come dittatori, che se ne fregano della gente, quando si affiggono volantini con tanto di foto in cui queste persone quasi si criminalizzano, allora c’è il rischio che il “cattivo” diventi il bersaglio. Non credo ci siano situazioni specifiche dietro questo gesto – ha aggiunto l’amministratore calolziese – Sala giochi e rotonde fanno solo parte del bagaglio di “colpe” che strumentalmente si addossano a questa amministrazione. Ma c’è il rischio che qualcuno vada oltre». «Dopo le elezioni del 2003 qualcuno sfondò la vetrina della sede di Alleanza Nazionale che si trovava in via Galli – ricorda Caremi – Quindi, apparvero scritte contro il sottoscritto. “Il gesto di qualche ragazzino”, speravo, ma intanto quando rientravo a casa la sera un minimo di preoccupazione l’avevo, perché la storia insegna che spesso alle parole sono seguiti i fatti, come nel caso Ramelli, che pure era in un’epoca e in una situazione diversa. Capisco come si possa sentire Arrigoni adesso. Una riga sulla fiancata dell’auto potrebbe essere un ulteriore avvertimento, oppure nulla – Tutte le forze politiche – ha concluso -dovrebbero fermarsi a riflettere sulla necessità di abbassare i toni».

Tratto da www.laprovinciadilecco.it

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Campo Rom

Tornano i rom, alla vigilia del mercato settimanale del Lavello e Calolziocorte si prepara allo sgombero.
Erano arrivati in città già una decina di giorni fa, un paio di giorni prima di Ferragosto e il Comune aveva provveduto immediatamente a farli ripartire, recapitando l’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Paolo Arrigoni.
Trascorse due settimane abbondanti – era giovedì 12 agosto -, però, la carovana di zingari è tornata, ancora più numerosa e si è insediata nel piazzale sterrato che sorge dinanzi all’ingresso carraio del monastero del Lavello, accanto al palazzetto dello sport.
L’amministrazione comunale e la polizia locale si sono messi in azione, predisponendo e consegnando la nuova ordinanza. La replica, in questo caso, è stata però inattesa: i capi della comunità itinerante hanno infatti fatto presente che hanno a disposizione 48 ore, dal ricevimento dell’invito a lasciare il territorio comunale, per allontanarsi. Periodo, questo, che sembrano intenzionati ad utilizzare fino in fondo. Il problema, in questa occasione, non è legato soltanto alla loro presenza, ma anche al fatto che questa si colloca nel giorno del mercato settimanale. Questa mattina, infatti, nell’isola pedonale Martiri delle Foibe e nel piazzale Marinai d’Italia giungeranno le bancarelle dei mercanti ambulanti. E se la carovana di rom non se ne sarà andata tempestivamente, i cittadini non disporranno dell’ampio parcheggio utilizzato per lasciare le auto in particolare il martedì mattina.
Il Comune, comunque, intende risolvere la vicenda prima dell’arrivo degli ambulanti e dei loro clienti. «Non si tratta dei nomadi che si fermano solitamente in città – ha commentato l’assessore alla sicurezza, Luca Caremi -. Questi, di origine francese, da qualche settimana “rimbalzano” tra vari paesi del territorio lecchese e, dopo essere stati qui un paio di settimane fa, sono tornati con l’idea di fermarsi per tutte le 48 ore che la legge consente loro. Le forze dell’ordine sono già state informate della questione e spero di non dover arrivare ad uno sgombero forzoso, perché domani mattina (oggi, ndr.) c’è il mercato».

Tratto da www.laprovinciadilecco.it

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Vigili “in movimento”: un’agente appena assunta lascia il posto e il Comune corre ai ripari con l’indizione di un nuovo concorso.
E’ una lacuna d’organico che si è venuta a creare nei giorni scorsi, quella che l’amministrazione comunale ha deciso di colmare con una nuova assunzione a tempo determinato. Una giovane vigilessa, che circa un mese fa aveva preso servizio al comando della Polizia locale del capoluogo della Valle San Martino trasferendosi in zona dalla nativa Puglia, ha ricevuto una risposta positiva riguardo un posto di lavoro a tempo indeterminato in una località ben più vicina alla propria residenza originaria. Inevitabile, a quel punto, la decisione di abbandonare l’occupazione a termine ottenuta nel Lecchese per tornare in fretta a casa e prendere servizio nel nuovo posto di lavoro.
Dal canto suo, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Arrigoni, sentito il comandante del corpo Costanza Cremascoli (nella foto) e l’assessore alla sicurezza Luca Caremi, ha provveduto ad avviare le procedure per sostituire la figura venuta a mancare.
Già ieri è stato pubblicato il bando per la selezione pubblica per solo colloquio per la formazione di una graduatoria da utilizzare per assunzioni di vigili a tempo determinato. Il titolo di studio richiesto è il diploma di durata quinquennale.
I candidati dovranno presentarsi in municipio il prossimo 27 luglio alle 9, muniti di documento di identità e della richiesta di partecipazione allegata al bando (disponibile sul sito www.comune.calolziocorte.lc.it), debitamente compilata. Per informazioni 0341/639231 o 0341/639268.

Tratto da www.laprovinciadilecco.it

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