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“Purtroppo, come già in passato è successo, sono a constatare che, all’avvicinarsi di una scadenza congressuale, Fabio Dadati considera il partito una sua proprietà privata.” Così ha dichiarato l’on. Alberto Arrighi, della Direzione Nazionale di An ed esponente di spicco della corrente che fa capo a Francesco Storace.
“Per l’ennesima volta il Presidente uscente ha dimostrato l’intenzione di creare difficoltà al tesseramento di chi non rientra tra i suoi fedelissimi ascari.” – continua l’esponente di An – “Questo è successo con un buon numero di rinnovi (non di nuovi iscritti) presentati, statutariamente, dal Presidente del Circolo Sicurezza di An, Alfredo Stella, che tutti sanno essere politicamente vicino al sottoscritto.”
“Senza entrare in dettagli tecnici e formali, che troveranno il modo di essere discussi nelle sedi opportune,” – prosegue Arrighi – “ritengo però sin da ora doveroso annunciare l’intenzione politica mia e del gruppo di “d-Destra” in vista del prossimo Congresso provinciale.”
“Se fino ad oggi – per motivi dovuti al meccanismo congressuale che prevede l’elezione dei delegati al Congresso regionale legata alla presentazione di un candidato alla presidenza provinciale – era nostra intenzione presentare una candidatura rappresentativa della destra interna ad An, garantendo in ogni caso a chiunque fosse stato eletto una volontà collaborativa per la gestione del territorio nel futuro, alla luce delle ultime volontà manifestate per iscritto dal Presidente uscente Dadati circa il rinnovo di alcune decine di tesserati, da ora in poi lavoreremo per aprire un confronto serio e costruttivo con tutti coloro che nel partito cercano per davvero l’unità e la collaborazione sul territorio, al fine di individuare una candidatura alternativa alla riconferma del Presidente uscente. Candidatura” – ribadisce il dirigente nazionale di An – “che dovrà essere dotata di forte credibilità e di profilo istituzionale certo, e soprattutto all’altezza delle sfide che An dovrà affrontare nei prossimi mesi e anni.”
“Ringrazio l’amico assessore calolziese, Luca Caremi – che si era già detto pronto a candidarsi – per la sua disponibilità a congelare la sua attuale candidatura al fine di individuare invece una figura di rinnovamento del partito capace di aggregare nuovo e ulteriore consenso rispetto a quello dei soli esponenti della nostra componente.” – conclude l’on. Arrighi – “Sono molto fiducioso perchè ho già trovato grandi disponibilità a questo ragionamento in vasti e importanti ambiti del partito. Sono certo che nei prossimi mesi assisteremo, finalmente, ad una forte opera di rinnovamento di An sul territorio lecchese.”

On.Alberto Arrighi

Lecco, 18/01/2007

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Si è tenuto lo scorso 27 Giugno presso il Jolly Hotel di Lecco un convegno di A.N. sul partito unico.


Di seguito potrete trovare un video di parte del mio intervento.


 Clicca per il video del mio intervento

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Tempo di analisi del voto e di proposte per le incombenti elezioni comunali del 2006 a Lecco.
Tra le varie proposte che in questi giorni tengono banco, una sembra raccogliere il parere favorevole di alcuni esponenti della CDL, la lista civica o unica che sia.
In pratica si tratterebbe di una lista che dovrebbe raccogliere, nelle intenzioni dei suoi sponsor, il meglio della società civile lecchese: imprenditori, commercianti, professionisti e qualche politico.
Devo essere sincero, l’ipotesi dell’abbandono della politica per cedere il passo alla cosiddetta “società civile” non mi entusiasma e non mi entusiasma nemmeno il vedere che alcune segreterie di partito, forse in debito di idee o forse in debito di credibilità, sposino questa linea.
Il futuro della CDL dovrebbe essere preparato sulla base di un rinnovato accordo tra le varie componenti della coalizione, un nuovo patto fondativo che ponga in primo piano le specificità dei vari partiti e movimenti che di questa coalizione sono il corpo e il sangue.
La vera forza della CDL nelle scorse tornate elettorali è stata la sua varietà di proposte: il federalismo, il cattolicesimo, il liberalismo solidale, il rilancio dell’idea di patria coniugata con il rispetto e l’attenzione verso le tematiche di carattere sociale.
La nostra vera forza è stata la nostra diversità e complementarietà non l’omogeneità e l’omologazione, dal confronto nascono le idee che poi risultano vincenti.
Ma forse tutto questo can can sulla lista unica serve proprio a nascondere le proprie specificità, annacquare le proprie idee, soffocare la nostra identità in un calderone liberal-conservatore senza cuore ne idee o forse qualcuno spera in questa ipotesi per nascondere i propri limiti, la propria incapacità a mettersi in gioco, ma stiano sicuri questi personaggi che non troveranno la strada spianata verso l’annullamento del nostro partito.
Ezra Pound diceva: ”l’unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni” e se vogliamo vincere le prossime tornate elettorali dobbiamo tutti quanti imparare che dalle nostre idee devono poi nascere delle azioni.

Societa' civile

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