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Sito internet di Luca Caremi – Assessore al comune di Calolziocorte

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Un immagine dai presidi dei trasportatori

Questa mattina una delegazione de La Destra della provincia di Lecco si è recata presso i presidi dei trasportatori in sciopero a Cernusco Lombardone e ad Olginate per portare a loro la solidarietà del movimento politico fondato da Francesco Storace.
“Siamo vicini a chi porta avanti una protesta pacifica e siamo con loro solidali e consci che un lavoro duro e così bersagliato da tasse e balzelli vado aiutato.
I disagi provocati dalla serrata sono da imputare ad un governo incapace di dialogare con le parti sociali. Riteniamo assurda l’arroganza del ministro Bianchi e del presidente Prodi, che hanno deciso di convocare i rappresentanti di categoria solo un mese dopo l’annuncio dello sciopero” ha dichiarato Alberto Pedrone Coordinatore per la regione Lombardia di Gioventù Italiana, il movimento giovanile de La Destra.
Luca Caremi, assessore ai trasporti del comune di Calolziocorte e dirigente provinciale de La Destra ha dichiarato: “Il comportamento del governo di sinistra di Prodi è inaccettabile, non si possono considerare legittimi solo gli scioperi di alcune categorie e bollare come inammissibili quelli di altre.
Se ancora ci fossero dei dubbi sull’autorevolezza o capacità di questo governo e del ministro dei trasporti quanto succede in questi giorni fuga ogni dubbio.
A questo punto la soluzione migliore è la pronta riapertura di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e le successive dimissioni del ministro Bianchi”

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L’amministrazione adotta il pugno duro nei confronti dei ragazzi che si rendono protagonisti di schiamazzi e vandalismi in giro per la città: al via i controlli mirati degli agenti della polizia locale, con l’identificazione dei giovani che si riuniscono in compagnie nei luoghi «caldi» del territorio.
L’assessore alla sicurezza Luca Caremi lo aveva annunciato e, puntualmente, ha mantenuto la parola: nessuna tolleranza per chi continuerà a disturbare la quiete pubblica a Foppenico, come a Sala, al Pascolo o alla Gallavesa.
Le indicazioni date al comando della polizia locale, guidato dal comandante Costanza Cremascoli, sono state chiare e immediatamente eseguite dagli uomini – pur in numero non sempre adeguato alle esigenze del capoluogo – in organico. L’attività di controllo ha preso il via durante la settimana che si conclude oggi, per porre fine ai problemi di convivenza che i residenti di diverse località di Calolzio hanno messo in evidenza negli ultimi mesi – in alcuni casi, anni -. «Mercoledì sera abbiamo iniziato con il servizio di pattugliamento serale a verificare le situazioni che i cittadini ci hanno segnalato in diverse circostanze - ha commentato Caremi -. Con questa attività di controllo monitoreremo il territorio nelle zone più “calde”, sotto questo punto di vista, con l’identificazione dei ragazzi che vi si ritrovano e prendendo, se necessario, le misure repressive del caso. Da questo momento - ha ribadito - useremo il pugno di ferro, perché è ora di insegnare il rispetto per la proprietà pubblica e privata altrui e per le persone che non vogliono essere disturbate».
Si tratta di un problema ormai ampiamente diffuso praticamente su tutto il territorio comunale, tanto che, secondo le numerose segnalazioni giunte in Comune - come alla nostra redazione -, a Calolzio non ci sono più «oasi di pace», in particolare durante il periodo estivo, che ormai si inizia ad intravedere, il più difficile sotto questo punto di vista. Ora il Comune dice basta: «nelle prossime settimane i controlli mirati serali proseguiranno - ha concluso Caremi -, per riportare la situazione alla normalità».


Tratto da: www.laprovinciadilecco.it 

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Rumori molesti e parcheggio selvaggio: i cittadini protestano e Alleanza Nazionale chiede la chiusura dei call center calolziesi. Gli aderenti di Azione giovani, il movimento giovanile di An, si sono fatti portavoce delle lamentele e dei disagi dei cittadini che abitano vicino alle attività allestite per agevolare gli immigrati extracomunitari nelle comunicazioni telefoniche con le famiglie rimaste nei Paesi d’origine.
Chiedono l’applicazione della normativa regionale sui phone center entrata in vigore proprio in questi giorni, cosa che non darebbe scampo ai tre esercizi attivi tra il centro e la periferia.
In Comune in realtà ne sono registrati ancora quattro di call center, in quanto quello che ha chiuso i battenti da qualche mese (quello situato nel pieno centro della città, nei locali di corso Dante) non ha ancora registrato la cessata attività al competente ufficio municipale.
I militanti di Azione Giovani, viste le lamentele dei residenti, hanno deciso di rivolgersi direttamente al sindaco Paolo Arrigoni e alla sua giunta, per chiedere un intervento deciso nel ridurre disagi e difficoltà nelle zone «incriminate».
Il gruppo guidato da Alberto Pedrone «chiede all’amministrazione comunale di intervenire per porre rimedio ai continui disagi provocati dai phone-center presenti in città. I fenomeni di parcheggio selvaggio, assembramenti sui marciapiedi, rumori molesti dovuti alla presenza di phone-center, divenuti oramai luoghi di aggregazione, stanno diventando per i cittadini residenti nelle vicinanze intollerabili.
Azione Giovani chiede che venga applicata la normativa regionale che regola i phone-center presenti nella nostra regione, affinché non si abbiano più a ripetere questi fenomeni».
Una situazione che, con sfumature diverse, pare accomunare i call center localizzati all’incrocio tra via Locatelli e corso Dante (dinanzi all’ingresso dell’ufficio postale), in via Galli nei pressi della curva su cui si affaccia via Dei Sassi e a Foppenico, in via fratelli Calvi.
«Molti ragazzi che frequentano queste attività sono educati, cortesi e cercano di non disturbare – spiega un residente -, ma altri non rispettano per nulla chi vuole stare tranquillo. Quando, specie durante le ore serali, si ritrovano numerosi fuori dal call center, molti non si preoccupano di chi abita nelle vicinanze».
Il problema sarà valutato dall’amministrazione comunale. «Stiamo procedendo nell’analisi delle tre singole situazioni – afferma l’assessore alla sicurezza Luca Caremi -, per verificare i problemi che ci sono stati sottoposti e la rispondenza ai requisiti richiesti dalla legge regionale, che abbiamo provveduto a inviare ai rispettivi titolari perché ne prendessero visione. Nei prossimi giorni prenderemo le nostre decisioni». La legge prevede che le attività dispongano di un determinato numero di servizi igienici interni e di parcheggi di competenza, mentre le cabine devono avere un certo dimensionamento.


 Tratto da: www.laprovinciadilecco.it 

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