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SUA MOZIONE RITIRATA NEI FATTI PERCHE’ NON HA CONSENSO

Roma, 27 set. – (Adnkronos) – “Non sapevo di questa decisione ma era nell’area”; “non ho nessun rancore, sara’ lei a provare rimpianti”. Cosi’ il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, commenta all’ADNKRONOS l’annuncio dato da Daniela Santanche’ delle proprie dimissioni da portavoce nazionale del partito e del ritiro della propria mozione. “Lei -puntualizza Storace- non proponeva le cose che dice e non sono vere le cose che attribuisce a noi”.

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Acque agitate dalle parti di Libero. Secondo quanto scrive il quotidiano Italia Oggi in un pezzo circostanziato e ricco di numeri, l’abbandono di Pk come concessionaria pubblicitaria e la decisione di affidarsi a una struttura ad hoc, Visibilia, controllata al 50% dall’editore e al 50% da Daniela Santanchè, non ha dato gli esiti sperati. Sembra che la raccolta pubblicitaria 2008 non superi i 10 milioni, contro i 16 promessi da Pk. E il quadro si fa ancora più critico se si pensa che, per effetto dei provvedimenti del governo, i finanziamenti pubblici quest’anno si ridurranno del 30% e che le copie vendute negli ultimi mesi sono scese del 4%. L’unico elemento che lascia sperare in qualche maggiore introito è l’aumento del prezzo del quotidiano a 1,20 euro. Un po’ poco per essere ottimisti sul futuro.
Come primo effetto del calo degli introiti pubblicitari, secondo i bene informati il quotidiano di Vittorio Feltri avrebbe bloccato l’aumento della foliazione, inizialmente previsto per l’autunno e ora rimandato a data da stabilire. Una circostanza smentita dalla stessa Santanché, che contattata da Affaritaliani sottolinea che “la foliazione di Libero è e resta di 72 pagine, non c’è alcuna crisi”, aggiungendo di non voler commentare i numeri pubblicati da Italia Oggi: “A certe indiscrezioni rispondo solo con il mio lavoro”, si limita a dire l’esponente de La Destra. Tuttavia, fonti interne al giornale contattate da Affari, confermano che le difficoltà del momento sul versante della raccolta pubblicitaria hanno determinato il blocco, o perlomeno il rinvio, di alcuni progetti di espansione. Per ora, infatti, non se ne fa nulla del progetto di aumentare la foliazione di Libero Mercato dalle attuali 16 pagine a 32.
Più in generale tra i giornalisti della testata diretta da Vittorio Feltri serpeggia preoccupazione e un risentimento malcelato nei confronti delle ultime scelte dell’editore. Il Cdr, contattato da Affari, a questo punto chiede chiarezza, vuole sapere, in buona sostanza, direttamente dall’editore come stanno le cose e quale sia l’entità delle perdite. In particolare, si chiede che la proprietà si assuma, come già del resto aveva detto in precedenza, la responsabilità delle scelte compiute.


tratto da www.affaritaliani.it

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EUROPEE, PREFERENZE E SANTANCHE’

Teodoro BuontempoLe preferenze nell’espressione di voto non sono un fatto tecnico ma di sostanza. Solo restituendo ai cittadini il diritto-dovere di scegliere i propri rappresentanti del popolo, non solo nel Parlamento europeo, ma, spero, in futuro anche per l’elezione di deputati e senatori in Italia, si potrà ripristinare la democrazia e la meritocrazia all’interno dei partiti.
Pensare che anche al Parlamento europeo possano diventare rappresentanti del popolo persone che non si sono mai confrontate con il consenso popolare dovrebbe indignare chiunque svolga attività politica e determinare nell’opinione pubblica una reazione durissima, contro quei partiti e quegli uomini politici che gli vogliono rubare l’unico strumento che hanno a disposizione per migliorare la classe politica e fare sì che questa debba rispondere al bene comune e non agli interessi di chi l’ha nominata.
La Destra , fin dalla sua fondazione, si è data l’obiettivo di battersi per il ripristino della preferenza in tutte le competizioni elettorali e di fare il possibile perché, anche alle europee, le liste non vengano fatte così come si facevano nei regimi comunisti dove, com’è noto, i cittadini dovevano solo subire le scelte del Pcus. Le strutture territoriali de La Destra e i militanti di Gioventù Italiana sono da tempo mobilitate per iniziative politiche, raccolta delle firme e manifestazioni in difesa del diritto di scelta dei rappresentanti del popolo da parte dei cittadini.
Quando la questione della legge elettorale è stata affrontata negli organi di partito, i dirigenti, a stragrande maggioranza, si sono sempre espressi contro la cancellazione delle preferenze. Quanto ha affermato Daniela Santanchè, questa mattina nel corso del programma Omnibus, su La7, risponde solo a valutazioni di carattere personale, che non coinvolgono il partito il quale, anzi, è decisamente contrario a quanto da lei detto. Se Daniela Santanchè non riesce a distinguere valutazioni di carattere personale dal dovere di rappresentare la volontà del partito, specialmente quando si tratta di questioni importanti come quelle della legge elettorale e della identità politica e ideale de La Destra , farebbe bene da dimettersi da portavoce.
La libertà di opinione, dentro un partito, deve essere tutelata e garantita, ma quando si rivestono incarichi di vertice, specialmente nel caso del portavoce, si ha il dovere di esprimere la volontà che emerge nei dibattiti interni. Essendo quello del portavoce un incarico attribuito per nomina, io credo che si ponga un serio problema di incompatibilità, che il partito deve urgentemente affrontare. In questo delicato momento politico, non bisogna ingenerare dubbi su quell’elettorato che oggi, probabilmente più di ieri, è attratto dalla coerente e limpida posizione politica e culturale de La Destra.
Colgo l’occasione per rendere noto che nei prossimi giorni La Destra scenderà in piazza proprio contro il tentativo di eliminare la preferenza nella scelta dei parlamentari europei.
Per quanto riguarda, infine, le donne, credo che siano capaci di tutelarsi da sole, proprio perché la politica non può fare a meno del loro valore aggiunto, ma La Destra non è mai stata favorevole a mettere le donne in una riserva di specie protetta, perché abbiamo conosciuto donne valorose che si sono fatte eleggere dal popolo e non nelle liste bloccate, operando quotidianamente al servizio del cittadino.

Teodoro Buontempo

Presidente de La Destra

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