
Ecco la mozione.
Dopo un lavoro di consultazione con molti membri del comitato politico nazionale, deposito oggi alla segreteria generale del congresso, il documento politico – che pubblico in allegato e il post restera’ fino a domenica per dare a tutti la possibilita’ di leggerlo con attenzione e commentarlo – che propongo per le assise de La Destra.
Lo abbiamo firmato in 25. Come e’ noto, 12 hanno sottoscritto il documento di Daniela Santanche’. Mancano le firme di chi istituzionalmente resta sopra le parti – e condivido – ovvero il presidente del partito, Teodoro Buontempo, il presidente del comitato etico, Antonio Rastrelli, il garante degli iscritti Livio Proietti.
Due membri del comitato politico, Centorame, Riccio, effettueranno la loro scelta al congresso.
Il documento che reca le firme della grande maggioranza del comitato si intitola “Vivere di ideali per non morire di potere” ed e’ in continuita’ con quanto affermammo alla Costituente di Roma. La lotta per affermare le proprie idee nella societa’ e’ molto piu’ importante di un compromesso al ribasso nel nome del potere a tutti i costi.
Lo testimoniano i percorsi successivi, la scelta di Trieste e la campagna
elettorale.
Essere di Destra non vuol dire rimanere ghettizzati o ancorati a un lontano passato, che va comunque rispettato senza sciocchi imbarazzi: “Ridiscutere i canoni conformisti della cultura nazionale e’ una delle nostre missioni e non puo’ essere riservata solo a storici coraggiosi del nostro tempo, ma alla voglia di verita’ di una comunita’ intera”.
Essere di Destra vuol dire arrivare a governare. Ma essere di Destra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa. Essere di Destra vuol dire saper anche rinunciare a poltrone e incarichi, a maggioranze e prebende. Essere di Destra vuol dire avere una dignità da difendere. Essere di Destra vuol dire non tradire quel milione di italiani che ci hanno votato perché eravamo fuori dagli schemi, eravamo
diversi da chi propugna un pensiero debole ed unico.
Abbiamo [pertanto] il dovere di aprire un dialogo con tutte le forze che operano nel centrodestra, a partire da quelle identitarie e legate al territorio, per poi dialogare con il Pdl, principale soggetto politico dello schieramento di centrodestra.
Essere di destra e’ anzitutto una precisa opzione culturale e politica, che non intendiamo negarci come diritto.
Parte del documento e’ dedicata anche ai “compagni di strada”, ovvero alle alleanze, che non rifiutiamo “a condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo. A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra”.
La mozione, che contiene precise opzioni programmatiche e il ridisegno del modello di partito nel territorio, e’ stata sottoscritta da:
Francesco Storace, Costanza Afan De Rivera, Paolo Agostinacchio, Domenico Aloisi, Alberto Arrighi, Luigi D’ Eramo, Massimo Desiati, Michele Di Cristo, Bruno Esposito, Gino Ioppolo, Gabriele Limido, Massimiliano Mammi, Italo Marri, Vittorio Messa, Antonino Monteleone, Nello Musumeci, Michele Napoli,
Alberto Pascucci, Antonio Pezzella, Luisa Regimenti, Roberto Salerno, Antonella Sambruni, Paolo Scaravelli, Pasquale Senatore, Aldo Traccheggiani.
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