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Writer all’opera finisce su YouTube. Riconosciuto e segnalato dai vigili

Non brilla certo per scaltrezza, o forse ha soltanto peccato di ingenuità – oltre che di danneggiamento di proprietà pubblica – il writer individuato dalla polizia locale e segnalato per i relativi provvedimenti alla Procura della Repubblica di Lecco.
Dopo aver lasciato la propria “firma” su alcuni muri della città, ha deciso di pubblicare il filmato della propria “opera d’arte” su You Tube, il sito internet di condivisione di video, agevolando di fatto il lavoro delle forze dell’ordine, che in questo modo sono riusciti a risalire alle sua identità.
Si sono svolte in modo decisamente “multimediale” le indagini che gli agenti della polizia locale, agli ordini del comandante Costanza Cremascoli, hanno svolto nei giorni scorsi per individuare gli autori dei graffiti lasciati su alcune pareti del centro di Calolziocorte, trasformate da questi “artisti” in tela per i loro lavori.
A dire il vero, i vigili erano partiti alla ricerca dei graffitari che, qualche mese fa, avevano lasciato scritte nel sottopasso realizzato, dopo la riqualificazione della centralissima piazza Vittorio Veneto, esattamente davanti al palazzo municipale, per collegare il livello superiore ai parcheggi sotterranei ricavati nel sottopiazza. La struttura – che ospita anche il contestato bar del quale si attende l’apertura, attesa per le prossime settimane – era stata infatti presa di mira da writers che avevano lasciato (uno in particolare) la propria firma “artistica”. Da qui sono partite le ricerche della polizia locale calolziese, coadiuvata nelle indagini anche dai carabinieri della stazione di via Mazzini comandata dal maresciallo Fabio Marra.
«Cercando in internet il nome che gli agenti hanno rilevato sul muro all’interno del sottopasso, sono emersi diversi forum in cui un nome molto simile a questo appariva con immagini delle proprie “opere”. Addirittura – ha commentato l’assessore alla sicurezza del Comune di Calolziocorte, Luca Caremi – c’erano filmati su You Tube. Abbiamo trovato diversi riscontri, ma nessuna prova certa, per cui non abbiamo potuto procedere». Durante le indagini, però, quasi casualmente, gli agenti si sono imbattuti in un’altra firma nota. Qualche tempo fa, altri graffitari avevano preso di mira la zona di via Buliga e del lavatoio, lasciando anche in questo caso una firma. Questa era inequivocabile, per cui «si è provveduto con la segnalazione alla Procura e la notifica all’interessato», come ha spiegato il comandante Cremascoli. All’atto dei graffiti, il giovane calolziese era ancora minorenne: il diciottesimo anno di età l’ha compiuto solo ultimamente.